Demon Hunter

(Molto al di là del bene e del male)

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martedì, 21 ottobre 2008

Vittorio Gassman



Il più grande attore italiano. Altro che Sordi, il sordismo, e la miserrima confraternita dell'italiano medio in carrozza.
Ho rivisto Il Sorpasso, e ciancicato un po' di pagine di 'critica' cinematografica sul celebre film di Dino Risi.
Ma la verità, più o meno sottaciuta dai più, è che senza Gassman Il Sorpasso sarebbe un film mediocre, oltreché francamente assai noioso. A poco varrebbero i lineamenti trasognati di un pur bravo Trintignant (doppiato da Paolo Ferrari).
Gassman non incarna i difetti di un bel niente. E' se stesso. E quel suo riempire lo schermo a viva forza è in realtà disperazione. L'esuberanza senso di vuoto. Ineffabile davvero quel suo smentire il senso dell'azione drammatica eccedendo in essa.
Non a caso dagli epigoni del sordismo Gassman non poteva venir compreso. Un compagnuccio della parrocchietta scriveva nel '63: " Il Sorpasso è un film ben narrato, pieno di notazioni acute e vivaci, ma invaso da un Vittorio Gassman eccessivo come sempre".
Gassman non ammicca, semmai porta alle estreme conseguenze. La sua è sofferenza, non compiacimento. Senso di vuoto appunto, non narcisismo. E' deragliare nel non-senso, in fuga continuata ed aggravata, pur di smentire le attese degli altri. Gassman è un cialtrone, in ultima analisi...
Un magnifico ed indimenticabile cialtrone. 


postato da: dhPhD alle ore 03:34 | link | commenti (7)
categorie: cinema
giovedì, 10 luglio 2008

Il 'triello'



Il leggendario 'triello' nelle sequenze conclusive di Il buono, il brutto, il cattivo, 1966, di Sergio Leone.
Un capolavoro per montaggio, per attenzione ai dettagli e per l'irripetibile aderenza al contesto (direi ai fotogrammi) della colonna sonora di Ennio Morricone.

Mi è capitato di discutere della scena con più di una ragazza improvvisata cinefila. Deprimenti e fuori luogo i commenti più frequenti. Belle mie: se non capite niente (di cinema) non è colpa mia.



postato da: dhPhD alle ore 04:57 | link | commenti (6)
categorie: cinema
giovedì, 03 aprile 2008

Mario Brega

Il burinaccio romano dei primi film di Verdone. Il sergente picchiatore in Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone. Decine di altre caratterizzazioni regalate al cinema italiano. Indimenticabili. Come lui.

 



Un sacco bello
(1979)


Borotalco (1982)

postato da: dhPhD alle ore 15:23 | link | commenti (1)
categorie: cinema
venerdì, 14 dicembre 2007

I'm not there again



Giace lì. Che la sua anima riposi in pace, insieme alla sua scortesia.




"Questa gente pensa sul serio che io abbia una specie di immaginazione fantastica. Invece è purezza, direi. La sua insignificanza credo sia sacra."


This machine kills fascists


"Io? Beh, posso cambiare nel corso della giornata. Mi sveglio e sono una persona. Quando vado a dormire so per certo che sono un altro. Non so chi sono la maggior parte delle volte. E’ come avere ieri, oggi, domani, tutti nella stessa stanza… Non si può dire quello che accadrà."
postato da: dhPhD alle ore 14:52 | link | commenti (6)
categorie: cinema
giovedì, 22 novembre 2007

Io non sono qui


Frammenti e visioni. Una riflessione non banale sull'artista e i suoi doppi. L'impossibilità di essere davvero se stessi. Le fughe, l'oblio, i "non ricordo". La sincerità, l'ambiguità, le cadute, i colpi d'ala del genio.
Credo che il film di Todd Haynes sia bello per questo. Per il modo mirabile in cui scompone l'enigma Dylan rendendolo una metafora, in ultima analisi, del mistero della creazione artistica.

Mi restano in mente alcune scene e alcune parole. Il piccolo bambino nero (Marcus C. Franklin) di nome Woody Guthrie (omaggio al vero 'maestro' di Dylan, l'unico che il menestrello abbia riconosciuto come tale) che, in fuga dai cattivi cade in acqua, in uno splendido delirio-citazione in cui sono fusi insieme L'Atalante di Jean Vigo e il 'mito' di Pinocchio.
Oppure l'alter-ego Robbie (Heath Ledger), l'attore di successo. "Robbie aveva appena finito di doppiare il suo ultimo film". Come dire: Dylan aveva appena terminato il suo ultimo album, un capolavoro, in cui però già non era più se stesso. Il riferimento è al periodo immediatamente successivo The times they are a-changin' . Infatti Robbie è la degradazione di Jack Rollins, l'anima folk autentica di Dylan (interpretata da Christian Bale, che mi sembra canti con la sua vera voce i pezzi di Dylan rappresentativi del suo 'personaggio'), quell'anima cioè che anni più tardi riceverà la chiamata di Dio. "Soltanto ritenersi predestinato avrebbe potuto a quel punto aiutarlo a salvarsi da se stesso". Il riferimento biografico è l'apparentemente incomprensibile passaggio del menestrello attraverso il gospel, cioè attraverso quella che secondo alcuni critici è la sua fase artistica meno felice. E così Jack Rollins incarna un po' gli esiti estremi del genio.
Come l'interrogatorio del suo alter ego Rimbaud (Ben Whishaw), accusato di sovversione, che punteggia l'intero film con lucidi passaggi.

In uno splendido bianco e nero che rievoca il viaggio-documentario su Dylan e i filmati di Don't look back (1967), ma si ispira evidentemente anche ad 8 e mezzo, si aggira invece il 'terrorista' Jude Quinn ("Giuda!" gli urla infatti il pubblico). Jude è l'uomo/donna - interpretato da una bravissima Cate Blanchett - che smitragliava e stordiva il proprio pubblico rendendosi odioso per il modo in cui stravolgeva le proprie canzoni, che suonavano così a dir poco 'indigeste' persino ai fan meglio disposti. Per non parlare delle accuse al Giuda che avrebbe tradito l'impegno politico. "Ma una canzone non può cambiare il mondo", replica il traditore. Jude cerca un recupero di se stesso, ha fame di autenticità. Veleggia così attraverso visioni oniriche e tentativi di fuga il cui unico scopo è forse il naufragio attraverso una non definita e non definibile libertà. In questo senso il riferimento a 8 e mezzo credo ci stia tutto. Ma era fuga, autocompiacimento, o creazione vera? Il dissidio con la 'critica ufficiale', davvero irreparabile e 'recuperato' nel film, fortunatamente non scioglie i nodi. "Tu non sei sincero!" lo smaschera il Mr. Jones dei suoi incubi - "Non ho mai detto di essere sincero", risponde Giuda...

Una parziale risposta sincera - che richiama davvero da vicino l'insostenibilità del genio - è data comunque dal vecchio fuorilegge Billy (un immaginario Billy The Kid, interpretato da Richard Gere), che si aggira nei luoghi in cui era scappato una volta dato per morto. Billy rivede alcuni dei suoi alter ego, prima di abbandonare anche quel posto che lo aveva nascosto e ospitato.  "Quando ti mettono davanti a te stesso, tu non parlare". Il vecchio Billy si allontana in treno, nuovamente in fuga: "Io non lo so chi sono. Mi sveglio una mattina e sono diverso la sera. Non posso essere sicuro che il giorno dopo sarò ancora me stesso"...
Io non sono qui.
   
postato da: dhPhD alle ore 03:00 | link | commenti (5)
categorie: cinema
venerdì, 26 ottobre 2007

My world



Ladri di biciclette, Apocalypse now, 2001: Odissea nello spazio, L'amico di famiglia, Mezzogiorno di fuoco, Old boy, Fandango, Medea, C'era una volta il West, Leningrad cowboys go America, Il mucchio selvaggio, Bullitt, L'armata Brancaleone, Il Dottor Stranamore, Uccellacci e uccellini, Vincitori e vinti, Kill Bill vol. 1, Arancia Meccanica, Serpico, L'Oro di Napoli, Umberto D., Il mio nome è Nessuno, Brother, Che fine ha fatto Baby Jane?, La classe operaia va in paradiso, Pulp Fiction, Effetto notte, Casinò, Accidenti che ospitalità, The dreamers, Il senso della vita, Accattone, La finestra sul cortile, Febbre da cavallo, Full metal jacket, L'infernale Quinlan, Duel, Il settimo sigillo, Gremlins, Nosferatu il principe della  notte, La iena, Buffalo 66, V per Vendetta, L'uomo lupo, Othello, Il cacciatore, Quarto potere, La ricotta (da Ro.Go.Pa.G.),  Tempi moderni,  Storia immortale,  The  Blues Brothers,  Il Padrino,  I vitelloni,  Taxi driver,  Picnic at Hanging Rock, Per favore non mordemi sul collo, Zelig, Il grande Lebowski...
e tanti altri.
postato da: dhPhD alle ore 05:38 | link | commenti (5)
categorie: cinema