Demon Hunter

(Molto al di là del bene e del male)

Chi sono

Utente: dhPhD
Nome: Simonzio

Partecipano

Foto recenti

fried liver fried liver fried liver
Scenari Starcraft by Simonzio Scenari Starcraft by Simonzio Scenari Starcraft by Simonzio
Vedi altri media

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
sabato, 26 settembre 2009

Vincenzo Jekyll



Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, smentisce clamorosamente se stesso affermando ogni cosa e il suo contrario a soli 2 anni di distanza, 2007 e 2009.
In particolare il 'contraddittorio' illumina i reali interessi che si nascondono dietro la paventata costruzione del 'termovalorizzatore' (=megainceneritore).
Interessante poi anche quanto De Luca afferma e poi smentisce sulla raccolta differenziata, quasi altercando con se stesso.
postato da: dhPhD alle ore 03:59 | link | commenti (3)
categorie:

Commenti
#1    26 Settembre 2009 - 22:28
 
si gruoss
ciao nello
utente anonimo

#2    29 Settembre 2009 - 11:34
 
in rete anche qui (http://adrianopignataro.blogspot.com/)

e qui (http://beppegrillo.meetup.com/273/it/messages/boards/thread/7762817)

ciao

snt
utente anonimo

#3    21 Dicembre 2009 - 01:26
 
08 POLITICA & SOCIETÀ 18.12.2009
  • TAGLIO BASSO   |   di Francesca Pilla - NAPOLI
    NAPOLI Il passaggio di proprietà, valutato 370 milioni di euro, deciso nel consiglio dei ministri di ieri
    Acerra, l'Impregilo vende l'inceneritore alla Regione
    L'emergenza rifiuti in Campania è finita. Per decreto. Dovrebbe essere una buona notizia se non fosse che a pagare prima e dopo sono sempre i cittadini. A cominciare dall'inceneritore di Acerra la cui proprietà passerà dall'Impregilo alla regione Campania entro il 31 dicembre del 2011 per la modica cifra di 370milioni di euro. Ma prima di allora a partire da gennaio alla stessa società, sotto processo per frode allo stato proprio nel business dei rifiuti in regione, verrà elargito un canone mensile di 2,5 milioni di euro.
    Per i movimenti contro l'inceneritore è una notizia che tutti aspettavano. «Questo è il motivo per cui negli scorsi mesi è aumentata la Tarsu», spiega Tommaso Esposito, l'avvocato di Acerra a capo dei contras, che non cambia idea nemmeno se alla Protezione civile «spetta - come prevede il decreto - il pieno godimento dell'impianto compresi i ricavi derivanti dalla vendita di energia elettrica prodotta». «Così si è caduta la maschera del governo quando ha sostenuto che sarebbe stato un privato a costruire l'impianto - continua Esposito - è chiaro che l'Impregilo recupererà tutto quanto investito». Dal 15 gennaio la gestione passerà nelle mani dell'A2A di Brescia e pure questa dovrà guadagnarci qualcosa».
    I comitati puntano il dito anche contro gli aiuti dello stato che riguardano i Cip6 e che vengono pagati in bolletta dai contribuenti. Domani ci sarà una conferenza stampa davanti la sede della provincia. Dalla loro i cittadini hanno nella manica le critiche della Comunità europea che presto verrà a ispezionare l'impianto di Acerra e a controllare i conti dei Cip6. La pensa così anche Mario Avoletta della rete rifiuti zero: «Si tratta dell'ennesima farsa, nessuno però ha il coraggio di dire che il termovalorizzatore pur non essendo avviato a pieno regime ha già prodotto 100 sforamenti del pm10. Ricordiamo che per legge ne sono consentiti 34 in un anno». Il 21 dicembre la Rete sarà in piazza per difendere un'alternativa al piano rifiuti del governo.
    Ma il decreto di ieri è a tutto campo e riguarda anche il passaggio di competenze per la raccolta dei rifiuti dalla struttura del sottosegretario alle province e alle regioni. Un momento delicato sia perché molti comuni risulterebbero ancora inadempienti, sia per i crediti che la regione Campania deve alla struttura emergenziale, e last but not least, per il futuro dei lavoratori dei consorzi che potrebbero essere ridimensionati. Quanto al primo punto lo stesso ex-sottosegretario all'emergenza aveva compilato una black list dove sono già stati iscritti 9 sindaci di 9 comuni che non hanno avviato la differenziata, chiedendone il commissariamento. Due sono in provincia di Napoli e si tratta di Giugliano e Nola, gli altri in Terra di Lavoro e Castel Volturno, Casal di Principe, Aversa, Casaluce, Maddaloni, San Marcellino e Trentola Ducenta. La lista potrebbe allargarsi nel momento in cui si passasse al setaccio i conti comunali rispetto ai debiti per la raccolta.
il manifesto


http://www.facebook.com/#/note.php?note_id=213533163373
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ElisabettaC

Commenti