Demon Hunter

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domenica, 05 luglio 2009

Confessioni

In altri tempi avrei definito questo un periodo 'fortunato'. Per ragioni misteriose e incomprensibili mi capita di piacere più di quanto mi accada normalmente. Non faccio nulla per piacere, e questo comportamento sarebbe potuto risultare in buona parte inconsueto al me stesso di qualche anno fa. Non faccio nulla, punto. Sarà questa la ricetta 'fortunata' di un me, sfessacchiato come non mai, che risulta addirittura desiderabile agli occhi di qualcuna.

Lo sguardo assente perso nel vuoto, un vuoto che è una cappa di piombo, ma perso a tal punto da apparire quasi disinvolto. Il mio cuore, scrissi una volta da qualche parte, è e resta una lastra di ghiaccio. Ma di ghiaccio tiepido, senza quei rigori che forse a questo punto invocherei a mia discolpa. Non sono più neppure lucido e tagliente, annebbiato dalla complessità delle cose a cui di volta in volta mi avvicino, dagli anni che comunque cominciano a farsi sentire, e in ultima analisi anche da qualche birra di troppo.

Sento molto affetto attorno a me. No, non sono solo, non posso dirlo. Sento la responsabilità dell'affidamento di altre persone che, a loro rischio e pericolo, sono convinte di vedere qualcosa in me. Le adoro per questo, ma le adorerei comunque. L'amicizia e l'amore forse non sono altro che il tentativo di costruire attraverso gli altri una via di fuga da se stessi.  
postato da: dhPhD alle ore 04:59 | link | commenti (5)
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Commenti
#1    05 Luglio 2009 - 22:52
 
"La primavera è lontana,
e intanto il mio cuore è una lastra di ghiaccio
destinata a spaccarsi ai primi tepori."
Frammenti, 22 dicembre 2007
utente anonimo

#2    07 Luglio 2009 - 03:40
 
Interprete di un me stesso che trasogna fino al ridicolo, ave. Ha ragione Valerio: non si può guardarsi negli occhi e smettere di ridere, fino a trasecolare nell'isteria.
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#3    07 Luglio 2009 - 05:58
 
'A scienza patetica

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Ma tu a me m'adori come dici, vero Furio? :)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ElisabettaC

#4    13 Luglio 2009 - 15:02
 
l'amore nn è una via di fuga, se poi tu la vedi come tale è per un motivo ben preciso, quale? penso che tu lo sappia benissimo
utente anonimo

#5    16 Luglio 2009 - 02:17
 
Io dico che l'amore, in un certo senso, è più dimenticarsi di sé che affermarsi. L'affermazione di sé, semmai, è un processo temporaneo che si esaurisce assai in fretta, credo, dopo la 'conquista'. Può darsi che le storie d'amore più lunghe e felici siano in effetti quelle in cui ci si smarrisce nell'altro. Quando in due, cioè, non si è più se stesso.
Fatto salvo, in ogni caso, quello che Schopenhauer identificava come l'equivoco della specie.
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