Demon Hunter

(Molto al di là del bene e del male)

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mercoledì, 25 febbraio 2009

Facce puntate verso il nulla, verso un domani che non esiste, e che tali facce non riescono neppure ad immaginare. Ma pazienza: esse avranno tempo per abituarsi a qualunque cosa, senza neppure accorgersi di quanto le avrà per chissà quante volte ancora cambiate.
No, non c'è un voi ed un io. Semplicemente perché non mi va di prendervi davvero sul serio.
Manifesto unicamente il mio disagio e, se possibile, la mia estraneità a tutto questo. Ne sono testimone e, a mio modo, un sopravvissuto. Sopravvissuto a un disincanto che condivido con pochi altri, e che di fatto non è mai lo stesso. No, non mi è possibile ritrovarmi in nessun volto, per quanto lo consideri amico. Dopotutto non ho rappresentanti e, se ce ne fossero, occorrerebbe senz'altro sfiduciarli.

Ma mi piange il cuore vedervi corrotti e portatori di quei linguaggi che vi divorano. La società di massa è un gigantesco lager di deportati sul posto. Di infelici pronti a trascinare altri infelici nella stessa voragine di corrotta miseria che essi unicamente hanno avuto modo di conoscere. E non c'è scampo né fine a questa violenza, se non attraverso quella magnifica leggerezza che non vi appartiene e che non vi apparterrà mai. La leggerezza dei semplici, di quei fantasmi di un'età sepolta che vi aleggiano intorno ma che non sarete mai in grado di vedere.

Dal canto mio, ridicolo eroe mistico in fuga perenne, la grazia dei semplici mi commuove ancora. E la cerco, sempre più rara, nelle forme che l'arrogante barbarie delle età dell'uomo talvolta - ancora - non riesce a violare.


postato da: dhPhD alle ore 05:19 | link | commenti (5)
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mercoledì, 04 febbraio 2009

Così, per certi aspetti, il dandismo confina con lo spiritualismo e con lo stoicismo. Ma un dandy non può essere mai un uomo volgare. Se commettesse un delitto non ne sarebbe degradato, forse; ma se il delitto avesse origine da una causa ignobile, il disonore sarebbe irreparabile. Il lettore non si scandalizzi dinanzi a questa gravità nella frivolezza e ricordi che vi è una grandezza in tutte le follie, una forza in tutti gli eccessi. Strano spiritualismo!

Questi uomini possono farsi chiamare raffinati, favolosi, magnifici, leoni o dandy, ma tutti vengono da una stessa origine; partecipano del medesimo carattere di opposizione e di rivolta; sono rappresentanti di ciò che vi è di migliore nell’orgoglio umano, del bisogno, troppo raro negli uomini di oggi, di combattere e distruggere la volgarità. Di qui deriva, nei dandy, quell’orgoglioso atteggiamento di casta e di sfida, anche nella sua freddezza.

Il dandismo fa la sua comparsa specialmente nelle epoche di transizione in cui la democrazia non ha ancora tutto il potere, e l’aristocrazia è solo in parte vacillante e svilita. Nel disordine di tali epoche uomini declassati, disgustati, disoccupati, ma tutti ricchi di forza naturale, possono concepire il progetto di costruire una nuova specie di aristocrazia, tanto più difficile da distruggere in quanto fondata sulle facoltà più preziose, più indistruttibili, e sui doni celesti che né il lavoro né il danaro possono concedere.
Il dandismo è l’ultimo bagliore di eroismo nei tempi della decadenza.

 
Da Scritti sull’arte di Charles Baudelaire

 

postato da: dhPhD alle ore 06:33 | link | commenti (9)
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