Demon Hunter

(Molto al di là del bene e del male)

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martedì, 30 dicembre 2008

"E ora buonanotte, amici..."



Giulio Brogi in San Michele aveva un gallo, 1973, di Paolo e Vittorio Taviani

postato da: dhPhD alle ore 02:33 | link | commenti (2)
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lunedì, 15 dicembre 2008

Gian Maria Volonté: visioni di un grande attore



Un mio deferente omaggio al grande attore italiano ("Perché io sono italiano", come afferma per bocca del 'suo' Bartolomeo Vanzetti). Un breve excursus tra alcuni dei memorabili ruoli mimetici di Gian Maria Volonté, con estratti tratti da:

- Per qualche dollaro in più (di Sergio Leone, 1965)
- L'armata Brancaleone (di Mario Monicelli, 1966)
- Quien sabe? (di Damiano Damiani, 1966)
- Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (di Elio Petri, 1970)
- Uomini contro (di Francesco Rosi, 1970)
- Sacco e Vanzetti (di Giuliano Montaldo, 1971)
- La classe operaia va in paradiso (di Elio Petri, 1972)
- Giordano Bruno (di Giuliano Montaldo, 1973)
- Io ho paura (di Damiano Damiani, 1977)
- Il caso Moro (di Giuseppe Ferrara, 1986)
- Porte aperte (di Gianni Amelio, 1990)

Ho sempre ammirato la profondità umana ed artistica di cui Volonté è stato quasi ascetico testimone. Solitario e scostante, non amava le grandi platee. Preferiva donarsi attraverso il suo mestiere di attore, tra ricerca e sacrificio, cercando di comunicare agli altri ciò che tra le pieghe dell'arte gli sembrava di intravedere. Grandissimo esercizio di tecnica e stile e, a parte tutto il resto, di enorme generosità.
postato da: dhPhD alle ore 18:37 | link | commenti (4)
categorie: profili
giovedì, 11 dicembre 2008

Sehnsucht



Uno splendido estratto del Manfred di Byron-Schumann (non) recitato da Carmelo Bene
postato da: dhPhD alle ore 15:30 | link | commenti
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domenica, 07 dicembre 2008

L'Ambientalista

postato da: dhPhD alle ore 05:59 | link | commenti (3)
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mercoledì, 03 dicembre 2008

Blobster



Un divertente remix di alcuni tra i più celebri videodeliri sull'inceneritore dello Zar di Salerno,
Vincenzo De Luca... con strameritato pernacchione finale (grande Eduardo).

Voglio bene ai ragazzi. Il "cercare di usare" una star della società dello spettacolo mi suona più o meno come "cambiare le cose dall'interno"... Un disastro, fuor di metafora.
Giovedì non sarò con voi. Ho una scusa buona, ma non verrei comunque. Nonostante ciò il video  - lo ammetto - non mi è pesato affatto realizzarlo. Soprattutto perché spero possa divertirvi, ed aiutarvi in ciò che ritenete sia giusto fare.
A volte però mi sembra quasi di essere il vostro spacciatore di fiducia...
postato da: dhPhD alle ore 04:21 | link | commenti (12)
categorie: lampi e deliri
lunedì, 01 dicembre 2008

De Luca su Marte



Guardando bene "Fascisti su Marte" di Corrado Guzzanti mi sono accorto della presenza massonico-mimimma di 2 inquietanti figuri tristemente arcinoti dalle nostre parti.
Il camerata Barbagli, alla vista delle loro inquietanti fattezze, giustamente chiosa da par suo: "Dio, sono orrendi... Sono vasi ebrei pieni di comunismo!".


postato da: dhPhD alle ore 17:11 | link | commenti (2)
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Dissolvenza

Ormai non riesco a scrivere nulla - e a dire meno - se non sto almeno un po' fuori. Cioè: fuori lo sono sempre. Ma, nelle condizioni 'normaloidi', simulo un'afasia contorta che viene scambiata per 'timidezza' o 'inadeguatezza'. Ma non è così; è che la lingua si inceppa se il suo sostrato sono miriadi di riflessioni forzatamente contestualizzate dalla necessità non meglio spiegabile di 'comunicare'. All'apparire di una nube fumosa di pesantezza dei sensi il sostrato si assottiglia, e ogni sua definizione diviene di per sé più palatabile, ma cinquanta e millanta volte più oscura. Più approssimata e sfumata, insensata... Noi e voi crediamo di comprenderla, di espugnarne il senso. Il "ce l'ho sulla punta della lingua" diviene perciò inaspettatamente: "questo l'ho già detto". Ma mai lo dissi, e mai davvero riuscirò a dirlo.
Comunicare, di per sé, è quisquilia estremamente volgare che volentieri lascio ai miei lungimiranti e per questo poco lucidi deliri alcolici. Non è questione di freni inibitori, almeno non per me, per me che viaggio sempre col freno a mano tirato ma senza inibizione. Ma non ho neanche voglia di "esprimermi", neppure adesso, perché ci si esprime assai meglio in altri contesti, e preferibilmente a finestre chiuse.

Come fate a non rendervi conto, cari amici tra i miei più cari, che tentando di spiegarvi non fate altro che dimostrare la vostra distanza dalle cose? In una serata tra ubriachi potrei anche arrivare ad adorare la vostra presunzione, sinceramente commosso e con l'acqua alla gola. Ma la mia sensibilità dell'ora lucida mi porta a null'altro che a stigmatizzare la vostra presunzione. E a seppellirvi, con la mia vanga piantata in terra amichevolmente a vostro monumento.

Siamo distanti. Gettarsi via è l'unica cosa sensata che resti da fare. Il mondo è il vuoto. Ma un vuoto che non ci somiglia, distante e diverso da noi. Ci sospinge in direzioni del tutto differenti dal vettore segnacolato da ciò che leggete sui libri nominandolo per questo 'forza di gravità'. La pretesa cultura è l'aggravante che cingete d'attorno al vostro delito. Essa - mi dispiace per voi - non varrà mai a vostro alibi. Tentate di impiccarvi con una fune troppo corta, e non potete avercela con me se, per farvi del bene, ve la allungo annodando i singoli spezzoni che voi fingete e vi illudete siano alla bisogna sufficienti.

Occorre sparire nelle cose. Ogni eccellenza è inganno. Semplificazione inaccettabile e rassicurante.

Domani me ne starò in un cantuccio bevendo vino, aspettando che qualcuno di voi mi evochi a testimone della sua innocenza.


postato da: dhPhD alle ore 01:34 | link | commenti (1)
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