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martedì, 28 ottobre 2008

Moneta e signoraggio #2

Prendo spunto da questo interessante commento al mio precedente post per un primo approfondimento sull'argomento.

Se la Banca Centrale si comportasse da falsaria, allora sarebbe ben vero che il reddito da signoraggio equivarrebbe non a:

tasso di sconto - costo di emissione

bensì a:

valore nominale + tasso di sconto - costo di emissione

E' evidente che il falsario compra beni con un guadagno netto che è decurtato soltanto del costo tipografico della banconota indebitamente emessa.
Ma, in linea teorica, per una Banca Centrale che operi nell'interesse e su mandato dello stato non dovrebbe essere così.
La copertura della moneta emessa deve essere rappresentata dalle variazioni del reddito nazionale. A questo serve il 'finanziamento' dei titoli di stato da parte della Banca Centrale.
Se il sistema-Italia ha ad esempio un reddito di 100 e gli servono 10 euro per pagare i suoi fornitori, cosa fa? Emette titoli fruttiferi per 10 in cambio di moneta. Dunque i 10 emessi non sono emessi da un falsario, ma rappresentano un'esigenza di mercato. I 10 sono all'attivo del bilancio dello stato, e al passivo del bilancio del croupier-banca centrale, che li immette nel mercato e non li ha più. Il tasso di sconto è il rendimento del titolo di stato acquisito, non l'interesse su un debito (la moneta) data in prestito. Infatti, come ho già chiarito precedentemente, la moneta stampata ma non immessa sul mercato non dà signoraggio.

Non dimentichiamo che stato e Banca Centrale in teoria dovrebbero rappresentare un'identità; il ruolo della Banca Centrale dovrebbe essere né più né meno che quello di un croupier che cambia le fiches a un giocatore. La Banca Centrale non può e non deve in alcun modo favorire operatori esterni al suo ruolo istituzionale
E' chiaro pertanto che, se tutto funzionasse correttamente, la Banca Centrale non potrebbe mai comportarsi da falsaria.

Ma già abbiamo visto, ad esempio, che proprietarie della Banca d'Italia (e di tutte le principali banche nazionali, compresa la Federal Reserve) sono organismi di credito privati.
Cosa può accadere se la finanza prende il sopravvento sull'economia 'reale'? Le variazioni di reddito possono essere pilotate.? Ad esempio si può produrre una variazione di reddito nazionale semplicemente attraverso l'indebitamento compiacente di enti pubblici e settori della pubblica amministrazione? Requisito indispensabile affinché ciò avvenga è l'enorme concentrazione finanziaria degli istituti di credito. Il che, non a caso, è proprio ciò che in questi anni è avvenuto.
In casi del genere la Banca Centrale rischia di alimentare lo strapotere del sistema finanziario, emettendo moneta nell'interesse di cordate speculative.

Il mercato dei mutui, ad esempio, non nasce da un'esigenza reale, ma speculativa. L'obiettivo delle grosse banche è stato quello di detenere immense risorse finanziarie per alimentare un mercato speculativo attraverso cui rimpallarsi al rialzo i lotti immobiliari. Hanno acquistato a qualunque prezzo, drogando il mercato delle case. Dall'altro lato le stesse banche hanno 'finanziato' i debiti contratti dagli aspiranti proprietari di immobili (i poveri cristi che ancora credono al sogno della casa) attraverso l'accensione di mutui.

A cosa è servita in questo caso tutta la massa monetaria emessa su richiesta degli istituti di credito per far fronte alle esigenze delle cordate immobiliari collegate a doppio filo con le banche stesse? Tale emissione rappresentava un'indubbia esigenza economica della società civile? 



Estremizzando il discorso, dunque, è possibile ipotizzare che la Banca Centrale abbia avuto in tal caso un ruolo fluttuante tra quello di 'falsaria' e quello di 'croupier'. In altri termini la moneta emessa è servita non per 'finanziare', ma semplicemente per 'indebitare'. O meglio per alimentare un indebitamento che non si muove lungo mercati 'terzi' ed 'imparziali', ma che è predeterminato, gestito e controllato pari passo da sistema finanziario.
Il debito si ripercuote così, senza colpo ferire, sull'intera collettività. E' un debito nominale (quello ad esempio di chi ha contratto un mutuo) a cui si aggiunge il debito 'virtuale' scaricato sull'intera collettività a fronte del mercato drogato dalla speculazione. Il sistema finanziario globale spadroneggia ed è in grado, come ha largamente dimostrato in questi anni, di modificare artificialmente il valore relativo dei beni e di incidere dunque sulle ragioni di scambio del 'mercato'.

Che senso ha dunque l'emissione monetaria in un contesto in cui il reddito nazionale può essere, consapevolmente o inconsapevolmente, profondamente influenzato dai soli intermediari finanziari?
La Banca Centrale rischia cioè davvero di comportarsi da falsaria, e di stampare carta straccia pretendendo che essa sia accettata. Tutto l'arsenale mediatico di appiattimento e omologazione, tutta la sua violenza e pervasività, sembra davvero rivolto e studiato da chissà chi per non turbare questa convinzione.

La Banca Centrale 'falsaria', emettendo moneta, genera un danno nominale alla collettività quantificabile in:

valore nominale + tasso di sconto - costo di emissione

Ma tale provento è da intendersi come 'prelievo a monte di valore futuro', e viene sottratto alla ricchezza comune a beneficio dell'intero sistema bancario, e non della sola Banca Centrale.

Nessuno può stabilire con certezza, credo, se le banche centrali oggi si comportino più da falsarie o più da croupier. Ma credo sia doveroso in ogni caso cominciare a porsi qualche domanda in più sul funzionamento del 'sistema'.
postato da: dhPhD alle ore 19:01 | link | commenti (9)
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Moneta e signoraggio #1

Il signoraggio è il reddito derivante in capo alle banche centrali dal loro diritto ad emettere moneta. Ogni banca centrale emette titoli di credito comunemente accettati (le banconote) a fronte dell’acquisto di titoli di stato (operazioni c.d. di mercato aperto).

In questo passaggio non ci sarebbe nulla di strano se Stato e Banca Centrale fossero la stessa entità. In tal caso, infatti, lo Stato contrarrebbe un debito con se stesso. E’ un po’ come se, ad esempio, io acquistassi il mio telefonino fungendo contemporaneamente da acquirente e venditore.


L’acquisto di titoli di credito (titoli di stato) e il loro ‘cambio’ in moneta rappresenterebbe dunque un mero fatto contabile-tipografico cui la Banca Centrale assolverebbe a fronte delle esigenze del mercato. Un valore numerario, dunque, applicato ad un valore ‘reale’ dell’economia, formatosi in via del tutto esogena rispetto all’azione della Banca Centrale. Vale a dire che la Banca Centrale
sosterrebbe con l’emissione monetaria le esigenze di liquidità di un reddito nazionale generatosi autonomamente, ‘convertendolo’ cioè in moneta corrente.

Da questo punto di vista ancorare la moneta alle riserve auree risulterebbe superfluo. Il reddito nazionale è di per sé posto a garanzia dell’emissione monetaria. E dunque l’utilizzo dell’oro a copertura dell’emissione apparirebbe espediente ormai vetusto.


 

In un sistema economico in cui tutto funzionasse normalmente (già: ma cos'è mai la normalità?), il signoraggio potrebbe definirsi come differenza tra:

(valore nominale + tasso di sconto) – (valore nominale + costo di emissione)

 Dunque come:

tasso di sconto – costo di emissione

 Il tasso di sconto è il tasso di interesse al quale la Banca Centrale eroga prestiti alle banche associate. Il costo di emissione è il costo di stampa, cioè per così dire il costo ‘tipografico’.

Qui parliamo esclusivamente di contanti, ovviamente. Tutta la moneta cartacea che vediamo circolare rappresenta la base monetaria M0.

Da un punto di vista contabile non fa alcuna specie, è bene chiarirlo, che la Banca Centrale iscriva nelle poste del passivo la moneta emessa. All’attivo, infatti, sono contabilizzati i titoli di stato che essa ha negoziato. All’attivo andrebbe indicato anche il reddito da signoraggio, in quanto rendimento dei titoli negoziati, espresso giocoforza in termini monetari; esso dunque non è l’interesse attivo su un debito (la moneta emessa), bensì l’interesse attivo su una voce dell’attivo (i titoli di stato). E, infatti, quando la Banca Centrale vende titoli di stato in cambio di moneta (riducendo cioè i contanti in circolazione) essa perde parte del reddito da signoraggio. La moneta emessa ma non circolante non produce cioè signoraggio: è del tutto evidente.

In altri termini possiamo dire che la Banca Centrale decide da sola (ed è qui l’aggio del signore) il rendimento dei titoli di stato che acquista.

Viceversa, per quanto riguarda il bilancio dello stato, al passivo dovrebbe figurare il controvalore dei titoli negoziati, mentre all’attivo la moneta emessa dalla Banca Centrale. Al passivo andrebbe indicato anche il reddito da signoraggio, che un espediente (ad esempio un prelievo fiscale) dovrebbe riportare dall’una all’altra tasca dell’identità Stato-Banca Centrale.

Ma una delle prime vistose incongruenze del sistema economico è l'ambigua natura delle banche centrali. La Banca d'Italia ("filiale" italiana della Banca Centrale Europea), da un lato è definita come istituto di diritto pubblico, dall'altro invece è in definitiva una società per azioni partecipata quasi totalmente da istituti di credito privati. Ecco l'elenco degli azionisti:

Intesa Sanpaolo S.p.A. 30,3%
UniCredito Italiano S.p.A. 15,7%  
Banco di Sicilia S.p.A. 6,3%
Assicurazioni Generali S.p.A. 6,3%
Cassa di Risparmio in Bologna S.p.A. 6,2%
INPS 5,0%
Banca Carige S.p.A. 4,0%
Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. 2,8%
Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. 2,5% 
Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli S.p.A. 2,1%  
Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza S.p.A. 2,0%

Fa specie constatare che la retorica sull'utilità pubblica dell'istituto di emissione affondi malamente nelle grinfie di società private che, tra l'altro, dovrebbero essere esse stesse le destinatarie degli scrupolosi e imparziali controlli della Banca d'Italia. Il controllato controlla il controllore, e in questo caso tale conflitto di interessi genera davvero profonda inquietudine.

Non è chiaro, tra l'altro, che fine faccia il reddito da signoraggio. Gli azionisti dovrebbero beneficiarne soltanto in piccola parte, e la maggior parte di esso dovrebbe essere devoluto allo stato (artt. 39-40 dello statuto della Banca d'Italia). Ma le dinamiche di tali operazioni restano avvolte, com'è ovvio, in mistero che più che fitto è sospetto.

postato da: dhPhD alle ore 05:32 | link | commenti (1)
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martedì, 21 ottobre 2008

Vittorio Gassman



Il più grande attore italiano. Altro che Sordi, il sordismo, e la miserrima confraternita dell'italiano medio in carrozza.
Ho rivisto Il Sorpasso, e ciancicato un po' di pagine di 'critica' cinematografica sul celebre film di Dino Risi.
Ma la verità, più o meno sottaciuta dai più, è che senza Gassman Il Sorpasso sarebbe un film mediocre, oltreché francamente assai noioso. A poco varrebbero i lineamenti trasognati di un pur bravo Trintignant (doppiato da Paolo Ferrari).
Gassman non incarna i difetti di un bel niente. E' se stesso. E quel suo riempire lo schermo a viva forza è in realtà disperazione. L'esuberanza senso di vuoto. Ineffabile davvero quel suo smentire il senso dell'azione drammatica eccedendo in essa.
Non a caso dagli epigoni del sordismo Gassman non poteva venir compreso. Un compagnuccio della parrocchietta scriveva nel '63: " Il Sorpasso è un film ben narrato, pieno di notazioni acute e vivaci, ma invaso da un Vittorio Gassman eccessivo come sempre".
Gassman non ammicca, semmai porta alle estreme conseguenze. La sua è sofferenza, non compiacimento. Senso di vuoto appunto, non narcisismo. E' deragliare nel non-senso, in fuga continuata ed aggravata, pur di smentire le attese degli altri. Gassman è un cialtrone, in ultima analisi...
Un magnifico ed indimenticabile cialtrone. 


postato da: dhPhD alle ore 03:34 | link | commenti (7)
categorie: cinema
lunedì, 06 ottobre 2008

Starcraft



Ho saputo dell'ormai prossima uscita di Starcraft 2, il seguito di uno dei capolavori videoludici di sempre: Starcraft.
Starcraft è responsabile, per quanto mi riguarda, del mio record di permanenza davanti ad un pc, in perenne azione ludica: ben 19 ore di fila. Successe diversi anni fa. Ricordo che durante tutte quelle ore andai sì e no una volta in bagno, ma forse nemmeno una volta... Neppure Warcraft 3 (altro capolavoro della Blizzard) o Civilization 2 sono riusciti a tenermi incollato per tanto tempo davanti a un pc. 
Starcraft, assieme alla sua espansione Brood War, anche a più di 10 anni dalla sua uscita è e rimane un gioco straordinario. E' il precursore di tutti i giochi strategici in tempo reale e, per giocabilità immediata per nulla offuscata da un'indubbia complessità di fondo, resta divertentissimo e per nulla ripetitivo. Non è mai uguale a se stesso; non esiste mai una strategia che assicuri la vittoria, perché le razze e le unità - pur nell'incredibile diversità di fondo - danno vita ad un insieme di combinazioni tattiche e strategiche che vanno padroneggiate e comprese, e che dipendono in definitiva dallo stile di gioco e dalle preferenze del giocatore. In questo senso Starcraft si avvicina davvero molto agli scacchi, anche se una partita a Starcraft è decisamente più movimentata.
Non gioco più on line a Starcraft da diverso tempo, e credo al momento che non riprenderò perché abbondano mostri che giocano abitualmente da anni, e forse normalmente per ben più di 19 ore di fila... Trovarseli contro è un po' come giocare a scacchi contro un Grande Maestro.

Quando esplose la mia febbre per Stacraft creai anche degli scenari utilizzando l'editor di mappa incluso nel gioco. Li ho ripescati e reinstallati in questi giorni e devo dire che sono molto divertenti. In pratica creai uno scenario unico adattandolo alle 3 razze: Terrestri, Protoss e Zerg. L'enorme difficoltà dello scenario (la difficoltà è impostata su 'folle') è più che bilanciata dalla serie di possenti eroi che menano come pazzi che ho inserito a disposizione del giocatore per ogni singola razza. In più ci sono situazioni particolari che ho introdotto. Ad esempio per gli Zerg ho immesso un piccolo bonus di risorse che il giocatore guadagna ad ogni singola unità avversaria uccisa. Per i Protoss ho fatto in modo che, una volta morto un eroe - ad esempio Zeratul - esso si reincarni per 5 minuti diventando invincibile, pronto così a fare sfaceli sontro la base avversaria. Ai Terrestri ho dato in dotazione 2 incrociatori possenti, e una serie di altre unità che compaiono mano mano che gli eroi cominciano a morire.

Vabbè, chi conosce il gioco potrà capire cosa sto dicendo... E, sempre per chi conosce il gioco, lascio a disposizione i miei scenari, sperando che essi risultino divertenti. Dimenticavo: gli scenari sono per l'espansione Brood War.

Scenari_Starcraft_by_Simonzio.zip
postato da: dhPhD alle ore 22:49 | link | commenti (9)
categorie: lampi e deliri
sabato, 04 ottobre 2008

Jules et Jim

Tu m'as dit je t'aime,
Je t'ai dit attends,
J'allais dire prends-moi,
Tu m'as dit va t'en


postato da: dhPhD alle ore 14:19 | link | commenti (10)
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