La verità è che non mi frega niente di te. Anzi: non mi è mai importato niente.
Al massimo mi sei servita per distrarmi, e per fingere di avere qualcosa da fare.
I tuoi mi mancano molto più di te. Salutameli. Tuo padre avrei voluto conoscerlo prima della malattia. Tua madre ha un cuore d'oro.
Ma tu sei inutile, ordinaria, noiosa e prevedibile.
Non meriti neppure la mia amicizia, che tra l'altro hai sempre reclamato come fosse un tuo diritto. Bene: questo diritto non ce l'hai. E, a scanso di equivoci, ti ho trattata stasera nel modo che hai visto. Credo però che non lo capirai mai. L'ho fatto anche per te. Per
noi. Ma soprattutto per me.
Ora hai la tua vita. Le tue distrazioni. Le distrazioni ordinarie di una persona maledettamente ordinaria.
La vuoi sapere un'altra verità? La tua finta bontà in realtà è profonda ingenuità. Nient'altro. Lascia il tempo che trova, un po' come te. Non credo sia assolutamente degno di nota essere ingenui. E' semmai banale.
Buone cose e buona fortuna. Non mi mancherai. Tu no.