Le loro menti sono piene di grandi idee, immagini e fatti distorti.
Anche tu ieri hai dovuto chiedermi il perché e il per come.
Io non potevo credere che, dopo tutti questi anni, non mi conosci meglio di allora
dolce signora.
che soffia sulle strade che portano a Sud.
Vento idiota che soffia ogni volta che muovi i denti,
sei un'idiota, bambina mia:
è un miracolo che tu ancora sappia come fai a respirare.
Non conosco pace e quiete da così tanto tempo che non me le ricordo nemmeno.
C'è un soldato solitario appoggiato a una croce, del fumo si riversa fuori da un vagone.
Non lo sapevi, non credevi potesse accadere, ma alla fine ha lui vinto la guerra
dopo aver perso una ad una tutte le battaglie.
Visioni della tua cavalla saura balenano nella mia testa, e vedo le stelle.
Tu ferisci quelli che io amo di più e ricopri la verità di menzogne.
Un giorno sarai nel fosso con mosche ronzanti intorno ai tuoi occhi,
e sangue sulla tua sella.
che soffia fra le tende nella tua stanza.
Vento idiota che soffia ogni volta che muovi i denti.
Sei un'idiota, bambina mia:
è un miracolo che tu ancora sappia come fai a respirare.
Hai domato il leone nella mia gabbia, ma non era abbastanza per cambiare il mio cuore.
Ora ogni cosa è un po’ fuori posto, e le ruote si sono inceppate.
Il bene è male, il male è bene:
lo scoprirai quando raggiungerai la cima.
Ora sei sul fondo.
Non ricordo più la tua faccia, la tua bocca è cambiata,
i tuoi occhi non guardano più nei miei.
Il prete vestiva di nero al settimo giorno, sedendo impietrito mentre l'edificio bruciava.
Ti ho aspettata ai lati, vicino ai cipressi, mentre la primavera volgeva lentamente in autunno.
dal Grand Coulee Dam al Campidoglio.
Vento idiota che soffia ogni volta che muovi i denti.
Sei un'idiota, bambina mia,
è un miracolo che tu ancora sappia come fai a respirare.
Ogni volta che strisciavo oltre la tua porta speravo di essere qualcosa di diverso.
Giù sull'autostrada, sui binari, sulla strada per l'estasi, ti ho seguito sotto le stelle
ferito dal tuo ricordo e da tutta la tua gloria rabbiosa.
Ho dato il bacio di addio alla belva urlante sul confine che ti separa da me.
Non saprai mai il dolore che ho sofferto, né la pena che devo sopportare.
E io non saprò mai lo stesso di te, della tua santità o del tuo amore,
e questo mi dispiace.
che soffia tra le lettere che abbiamo scritto.
Vento idiota che soffia tra la polvere sui nostri scaffali.
Siamo degli idioti, bambina mia.
E' persino un miracolo che pensiamo ancora a mangiare.






Non ci credevano. Pensavano fandonie.
Ma lo apprendevano da due, da tre, da tutti.
Si mettevano affianco,
nella riga del tuo tempo fermatosi di botto,
case di mogli di impiegati e di mercanti.
Era un giorno, un innocuo giorno più innocuo
d’una decina di precedenti giorni tuoi.
Si affollavano allineandosi nell’anticamera
come allineati dal tuo sparo.
Spianato il letto sulla maldicenza dormivi.
E cessato ogni palpito eri placido,
bello, ventiduenne,
come aveva predetto il tuo tetrattico
dormivi a piene gambe, a pieni mallèoli,
inserendoti ancora una volta di colpo
nella schiera delle leggende giovani.
Tu ti inseristi in esse con più forza,
perché le avevi raggiunte con un balzo.
Il tuo sparo fu simile ad un Etna
in un pianoro di codardi e di codarde.
quando mi avventuravo nel debutto,
che le righe con il sangue uccidono,
mi affluiranno alla gola e mi uccideranno.
Mi sarei nettamente rifiutato
di scherzare con siffatto intrigo.
Il principio fu così lontano,
così timido il primo interesse.